| Lo studio ha fatto maturare la consapevolezza dell’importanza che riveste Ferentino, per il carisma- spiritualità dell’istituto. Da ciò è nata l’esigenza di dover dare a questa casa il volto cateriniano che ad essa spetta; di fare di questo luogo il centro propulsore della spiritualità cateriniana, meta di pellegrinaggi, luogo di irradiazione della buona notizia, filtrata dallo stile di vita di colei che qui concepì e maturò la sua vocazione missionaria. La volontà di poter riportare alle origini alcuni ambienti: come la “chiesolina” e il “coretto”, è stato per noi un voler riproporre le memorie fondanti dell’istituto. Una delle vetrate del museo missionario, riproduce lo stemma dell’istituto, in versione moderna, ma con i simboli tradizionali che ci caratterizzano come: francescane (le braccia in croce), Missionarie(la barca), d’Egitto (la mezzaluna con stella) del Cuore Immacolato di Maria e un segno della Passione di Gesù simbolo della nostra spiritualità.
Un’altra vetrata del Museo missionario riproduce l’immagine preparata per la beatificazione di Madre M.Caterina. La vetrata del coretto vuol rappresentare il carisma-spiritualità della Madre M.Caterina, così appassionatamente protesa verso il Cristo crocifisso nudo e abbandonato sulla croce.
L’altare della “chiesolina”dopo recente restauro, nei suoi tratti antichi e moderni sono così come apparivano agli occhi di Madre M.Caterina, delle suore e della gente del 1855. Il tabernacolo, al centro di una grata interrotta, che ridisegna quasi una piramide, ci conduce a considerare il protagonista della vita e dell’avventura di Madre M.Caterina: Gesù crocifisso e risorto, cibo di vita che attrae a sé, e manda oltre ai confini della clausura, oltre il mare, verso la terra in cui faticare per guadagnare anime a Dio. E’questo il medesimo anelito, di Madre M.Caterina, che qu Nel dipinto attribuito a Madre Caterina, un’autentica in basso a destra dice: “suor Maria Caterina di Santa Rosa, fondatrice nostra, venerata dipinse”. Vi è dipinta la madonna, il bambino addormentato sulle sue ginocchia. I lineamenti sono molto curati, la scena è circonfusa dell’atmosfera serena di un dolce tramonto. Alle spalle della Vergine, vi è San Giuseppe, pensoso e stanco. Ogni figlia di Madre Caterina sa che l’invito è “per la conversione di popoli oltremare”. |
| Ultimo aggiornamento Sabato 08 Ottobre 2011 09:44 |
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Chiesa Madonna del Buon Consiglio, Ferentino
Scritto da Francescane
Venerdì 24 Giugno 2011 13:44
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asi identificata nel tau, che sorregge la pietra della mensa, diventa una cosa sola con Cristo altare, vittima e sacerdote, pienamente inserita nella spiritualità di San Francesco di Assisi. L’ambone riproduce il carisma della madre e dell’istituto: andare in tutto il mondo per annunciare il vangelo della vita “a tutte le genti.”

